Guerre di religione

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” Perchè la guerra omai non si rinnova, 
a liberar Gerusalemme oppressa ? “
 
Gerusalemme Liberata, Canto I – Torquato Tasso.

 

Un Cristiano e ‘n Musurmano co’ ‘n Giudio
se chiesero: « Perché mai se scannamo ?
Veneramo tutti e tre lo stesso Dio,
er Dio de li profeti, er Dio d’Abbramo !

Lui vorebbe che annassimo d’accordo,
che venissimo a più miti consiji,
che le guere poi fossero ‘n ricordo,
che lassassimo pace ai nostri fiji ! »

Un banchiere sorise: « Voi fratelli ?
Armeno tra mill’anni, co’ ‘st’andazzo !
Ha da passanne d’acqua sotto i ponti

Voi ‘ntanto annate avanti coi cortelli,
continuate così, che io ce sguazzo:
le guere a me me ingrasseno li conti ! ».

 

* Il sonetto mi è stato ispirato dagli sconvolgenti fatti accaduti a Parigi, da quelli che avvengono in Nigeria e ( molto indegnamente ! ) da questa meravigliosa poesia di Trilussa.

 

LA FEDE – Trilussa

 

Una vorta un Banchiere amico mio
vidde le casse-forte tanto piene
che disse a l’azzionisti: – È annata bene:
bisognerà che ringrazziamo Iddio.
Tantoppiù che la fede è necessaria
ne l’azzienda bancaria.
Anzi, su questo, – dice – ciò l’idea
de stabbilì una spesa
pe’ rifà la facciata d’una Chiesa
e ripulì l’interno a ‘na Moschea.

 

Davanti a l’interesse e a li guadagni
er Vangelo o er Corano so’ compagni:
fintanto che ce cresce er capitale
ce sia Cristo o Maometto è tale e quale:
credo in Dio-Padre-Onnipotente, ma…
un pochettino credo pure a Allàh !

 

E soddisfatto disse un’orazzione  
mezzo in ginocchio e mezzo a pecorone.