Er bilancio della Sagra der Pesce

La riuscita quest’anno è stata granne !
Ma quante bancarelle colorate
co’ tante robbe, le più disparate !
Majette, pedalini, slip, mutanne,

vestiti, scarpe, buzzichi, cappelli,
attrezzi, tritatutto, sgrassatori,
profumi, caramelle, bruciatori,
tazzine, borse, DVD, gioielli,

‘na fibbia arugginita, ‘na bombetta,
un erfo qui finito chissà come,
du’ paggine in A3 dattiloscritte

e a frigge er pesce… solo ‘na fraschetta !
St’artr’anno ormai je cambieremo er nome:
La Sagra delle Cianfrusaje Fritte“.

 

* Avrei voluto mettere le foto delle varie bancarelle, ma non l’ho fatto per il rispetto di chi ci lavora e ci manda avanti la famiglia. In fin dei conti gli operatori di commercio non hanno nessuna colpa se l’ Ammini-strazione Comunale ha ridotto una delle più importanti feste di Anguillara e dintorni in una sorta di futile luna park, dimenticando del tutto la tradizione culturale e umana (di fatica e sostentamento) che c’è dietro la Sagra del Pesce.

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