IL PESCATORE 2019 – Fabrizio De André

La “Pescatrice” Carola Rackete

Fabrizio De Andrè, oggi, come scriverebbe “Il Pescatore” ?
Forse così…

All’ombra dell’ultimo sole
s’era assopito un pescatore
e aveva un solco, lungo il viso,
come… una specie di sorriso.

Venne alla spiaggia un clandestino,
due occhi grandi da bambino
e in fondo agli occhi ancora il mare
e Anime Salve da salvare.

E chiese al vecchio: « Dammi il pane,
ho poco tempo e troppa fame.
»
E chiese al vecchio: « Fammi bere,
me lo negava il carceriere.
»

Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno.
non si guardò neppure intorno,
ma versò l’acqua e spezzò il pane
per chi diceva: « Ho sete, ho fame »

E fu il calore di un istante,
poi via di nuovo più distante
da una famiglia, da un villaggio
e dal dolore di quel viaggio.

Un viaggio livido e sofferto
lungo le piste del deserto,
poi la galera e quel barcone
zeppo di sogni e di persone.

Vennero in spiaggia due Ministri
che sgominavano scafisti,
chiesero al vecchio se lì vicino
fosse sbarcato un clandestino.

Ma, all’ombra dell’ultimo sole,
s’era assopito il pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso,

e aveva un solco, lungo il viso,
come… una specie di sorriso.

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